La rara bellezza della Wulfenia, visibile a Passo Pramollo, tra Hermagor e Pontebba


La Wulfenia carinthiaca è un particolare specie botanica visibile, tra la fine del mese di giugno e l’inizio di luglio, sulle Alpi Carniche nel dipartimento di Hermagor (Carinzia – Austria), molto vicino al confine con il comune di Pontebba (provincia di Udine); cresce in una zona umida nei pressi della Watschiger Alm, poco a monte del Passo Pramollo (Nassfeld Pass).

wulfenia, il fiore di Hermagor e Passo Pramollo

La particolare pianta, scoperta nel 1779 dal botanico e geologo austriaco barone Franz Xaver de Wulfen (nato a Belgrado nel 1728 e morto a Klagenfurt nel 1805), è molto rara ed è visibile solo in una zona particolare dei Balcani, tra l’Albania e il Montenegro, in Siria e in Himalaya.

wulfenia, il fiore di Hermagor e Passo Pramollo

Ricordiamo che la Wulfenia carinthiaca è una specie protetta e, quindi, è vietata la raccolta.

 wulfenia, il fiore di Hermagor e Passo Pramollo

Scendendo verso valle (nella Gailtal) troviamo la graziosa cittadina di Hermagor, denominata anche “Wulfeniastadt” (città della wulfenia) un’oasi di pace immersa in tanto verde, protetta e coccolata dalle pendici dei monti circostanti.

Nell’alto Medioevo, la zona era assoggettata al Patriarcato di Aquileia e il nome Hermagor (menzionato per la prima volta in un documento del 1169), dovrebbe derivare proprio da Sant’Ermacora (o Ermagora) primo vescovo della comunità di Aquileia.

Schlössl Lerchenhof

La foto è tratta dal sito http://www.lerchenhof.at

“Servus in Hermagor” è il cordiale benvenuto che i locali danno ai turisti. “Servus” è anche il saluto che riceverete arrivando allo Schlössl Lerchenhof (+43 4282 2100 – info@lerchenhof.at) albergo e ristorante molto rinomato che si trova a Untermöschach, esattamente alle porte di Hermagor, sulla strada che conduce al Weissensee (o lago bianco).

Hans e Gerhild vi potranno deliziare con l’ottima cucina che si compone di squisite specialità della gastronomia carinziana; noi consigliamo un primo assaggio del Gailtaler Speck (produzione artigianale), il piatto della casa, e lo strudel della nonna, una prelibatezza veramente eccelsa.

Non dimenticate di “annaffiare” il tutto con un’ottima birra e con lo “snaps” finale, ottimo digestivo.

Gaitaler Speck

Gailtaler Speck (foto tratta dal sito http://www.lerchenhof.at)

 

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Furlàns di Romania


La copertina del DVD realizzato da Gianni Fachin

Intorno al 1870 emigrarono dal Friuli – Venezia Giulia in Romania molte persone specializzate; era questa un’emigrazione stagionale, temporanea o pendolare. I mestieri praticati erano quelli di boscaioli, scalpellini – tagliapietra, carpentieri, muratori, piastrellisti, fabbri, agricoltori e altri, che vennero impegnati nei lavori delle costruzioni ferroviarie di fine e inizio secolo.
Nel decennio 1870-1880 erano presenti qualche centinaio di persone, mentre nel decennio successivo c’erano già circa 6.800 persone; nel primo ventennio del XX° secolo c’erano in Romania oltre 60.000 persone di provenienza del Friuli – Venezia Giulia e del Veneto.
Gli emigranti provenivano da tutte le province della Regione: Udine (Gemona del Friuli, Buia, Osoppo, Maiano, Forgaria, Pontebba, Malborghetto, Raveo, Prato Carnico, Ovaro, e Comeglians), Pordenone (Solimbergo, Sequals, Frisanco, Poffabro, Andreis, Vals, Tramonti, Barcis, Claut e Maniago,), Gorizia (Gorizia, Cormòns e Gradisca) e Trieste.
Questi nostri progenitori, grazie all’isolamento, hanno conservato i dialetti del tempo, mantenendo sostanzialmente la specificità delle varie località di appartenenza; questa tenace conservazione linguistica viene mantenuta soprattutto in località alquanto isolate che non ebbero più contatti con la regione di origine.
Nei luoghi dove ci sono stati gruppi importanti e consistenti di gente e famiglie friulane si sono conservate ancora diverse tradizioni delle località oriunde quali il purcitâ, (come ancor oggi, anche all’interno di queste comunità, viene chiamata la lavorazione delle carni di maiale) le feste di carnevale, i canti, le poesie, il modo di costruire le case, di coltivare la terra, di lavorare nelle cave e nei boschi…